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Ma come viene fatta la ceramica artigianale di Bassano del Grappa?
Una domanda che per me è sempre stata scontata. Mi occupo io stessa di andare in fabbrica per scegliere gli articoli da acquistare, spesso parlo con i pittori per discutere insieme i soggetti da dipingere o chiacchiero con gli addetti a i forni per la cottura della ceramica.
Per me è diventata quotidianità o quasi naturale, ma, parlando con i clienti, mi ha fatto riflettere, che così scontato non lo è, Mi sono fatta questa domanda quando vedo i clienti circondati da queste meraviglie, spesso è difficile spiegare loro a parole tutta l’ immensa dedizione e cura nel produrre ogni singolo articolo.
Così un giorno, mentre ero in fabbrica ho deciso di imprimere quello che vedevo attraverso delle immagini, così con la macchinetta fotografica in man, ho deciso di scattare delle foto.
Le immagini raccontano più delle parole. In un mondo così veloce siamo abituati a vedere tutti articoli uguali e fatti in serie, tutto dev’essere veloce ed economico per la grande distribuzione.
Invece sono orgogliosa di poter vendere un articolo che racconta una sua storia, dietro ogni piatto, vaso o ciotola ci sono persone che l’ hanno realizzato.
“La fabbrica è un angolo di mondo speciale in cui il passato è ancora vivo.”
La ceramica artigianale di Bassano del Grappa in particolare “La maiolica” può definirsi tale, solo se è fatta e dipinta a mano e ci sono passaggi fondamentali che identificano questo metodo decorativo:
Stampo con la pressa o con la colata: Partendo da una massa di argilla, grazie ad uno strumento pressa si conduce l’argilla grezza a diventare arte, si realizzano vassoi o articoli piatti, mentre con la colata si realizzano ad esempio brocche, vasi o tazze. Forse è questa la fase più affascinante dell’intera produzione: il momento della nascita.
Le operazioni rifinitura servono per correggere le imperfezioni della foggiatura e per applicare all’oggetto quelle parti accessorie che, per necessità, si sono dovute foggiare a parte.
L’essiccazione: Quando l’oggetto ha la sua forma, per diventare una maiolica ha bisogno di cure e soprattutto di tempo.
Il primo passo è l’asciugatura: gli oggetti creati in argilla fresca sono deposti in una stanza a temperatura ambiente. Questa importante fase ha lo scopo di far evaporare parte dell’acqua precedentemente addizionata all’impasto per suscitarne la plasticità e per consentirne la foggiatura.
La prima cottura: Essiccato l’oggetto si passa alla cosiddetta “prima cottura” che avviene tra 1000° C ed i 1020° C negli appositi forni gas o elettrici. Gli oggetti sono infornati nelle camere di cottura con speciali modalità, che variano a seconda delle forme dei pezzi e delle caratteristiche tecnologiche degli impianti che le compongono.
Se l’infornamento comprende pezzi di diverse dimensioni, come accade nelle produzioni artigianali, è necessario ricorrere ad apposite scaffalature in refrattario che si erigono di volta in volta, impiegando lastre e pilastrini di sostegno di varia altezza.
Si infornano in pile, cioè sovrapposti gli uni agli altri e distanziati con elementi di materiale refrattario. In questo modo è possibile sfruttare al massimo il volume utile del forno.
È necessario attendere quasi una giornata per poter aprire il forno ed estrarre il pezzo cotto chiamato, per la tipica colorazione rossastra, “biscotto”.
La smaltatura: Dopo la prima cottura i pezzi in terracotta, quindi porosi, sono sottoposti a smaltatura. L’applicazione per immersione si può considerare il procedimento classico ancora oggi impiegato nelle officine artigiane, che richiede molta abilità, in quanto deve essere effettuata rapidamente, mediante rotazione del pezzo nel bagno di smalto, sostenuto per l’orlo o per il peduccio con apposite pinze.
Dopo l’estrazione si lascia scolare il liquido superfluo; le tracce lasciate dalle pinze nei punti di contatto vengono facilmente eliminate da rapidi ritocchi. La smaltatura ha la funzione di impermeabilizzare i manufatti e di favorirne la decorazione.
La pittura: Con la pittura la creatività dell’artigiano raggiunge la sua massima espressione.
I colori per ceramiche sono costituiti essenzialmente da composti di metalli di transizione, i più usati sono gli ossidi, venduti sotto forma di polveri in appositi sacchetti. Una delle difficoltà della pittura su ceramica è data dal fatto che i colori utilizzati per la decorazione cambiano tonalità dopo la seconda cottura, per cui l’artista dovrà prevedere quale sarà il risultato finale del manufatto artistico. Inoltre quando i colori sono applicati sullo smalto crudo, cioè su una superficie farinosa, sono assorbiti molto ed in modo instabile e ciò non permette interventi di cancellazione e correzione. Infine, i colori applicati sopra smalto tendono a muoversi durante la cottura per la fusione che avviene tra i colori stessi e lo smalto di base; ciò comporta la difficoltà di tracciare un segno netto e contorni ben delineati. Tuttavia ciò viene considerato come una caratteristica della maiolica.
La cristallinatura: Tocco finale dopo la colorazione dell’oggetto sta nell’applicarvi la cristallina, un composto di silicati ed acqua. Grazie a questa miscela vitrea, gli oggetti acquistano brillantezza e resistenza. L’attrezzatura necessaria per eseguire questa fase è data da una pistola per spruzzo ed una cabina di raccolta delle polveri per evitare la dispersione nell’ambiente di sostanze tossiche. La cabina da spruzzo è costituita da una struttura metallica, munita di pannello posteriore a velo d’acqua, di motore aspirante, di filtro, di pompa ad azione continua e di vasche per recupero smalti e vernici.
La seconda cottura: Gli oggetti sono così pronti per essere cotti per la seconda volta ad una temperatura di circa 920/950°C.
Passaggio finale la merce viene incartata e successivamente la porto in magazzino, dove viene scartata, si passa alla prezzatura e poi viene posizionata negli scaffali dei negozi , pronta per essere venduta.



